Una odissea spaziale autogestita

Marta G. Franco & Spideralex

satelliti

Nei racconti di fantascienza venne sviluppata l'idea di un futuro tecnologico, in cui lo spazio sarebbe stato sfruttato per facilitare le comunicazioni terrestri attraverso onde elettromagnetiche. I satelliti artificiali furono teorizzati dallo specialista di radar e ufficiale dell'esercito, Sir Arthur C. Clarke, poi internazionalmente conosciuto come l'autore di "2001, odissea nello spazio". Nel suo articolo, pubblicato nel 1945 sul Wireless World, egli stabilì i fondamenti per la creazione dei satelliti geostazionari, oggi messi -in suo onore- sull'orbita di Clarke al di sopra dell'equatore terrestre.

Negli anni 50, nel pieno della guerra fredda e della corsa allo spazio, l'esercito statunitense realizzò i primi esperimenti per sfruttare il cosmo nella propagazione di radiocomunicazioni, impiegando la luna come riflettore passivo. In questo contesto storico, il principale argomento di riviste pulp come "Satellite Science Fiction"1 fu la minaccia di pericolosi alieni filocomunisti. Nel 1957, l'Unione Sovietica lanciò il primo satellite artificiale Sputnik, i cui segnali radio -sotto forma di segnali acustici- possono essere ancora ascoltati2. Negli Stati Uniti ciò provocò un'isteria di massa fino al 1962, quando riuscirono a lanciare in orbita il Telstart I, realizzando il primo collegamento televisivo internazionale e la conseguente espansione del raggio di diffusione della cultura nordamericana.

Paradossalmente, l'avveramento e realizzazione della corsa verso lo spazio risultò più noiosa di quanto la cultura popolare avesse previsto. Motivo per cui l'Associazione di Astronauti Autonomi, coalizione neo-situazionista di persone anonime in esplorazione, mise in luce che le élite tecnologiche tentano soltanto di riempire il paesaggio mentale della nostra memoria con la loro versione dei viaggi spaziali, la quale potrebbe essere più o meno "Tu non devi andare da nessuna parte. Devi soltanto restare seduto e guardare come noi viaggiamo verso le stelle"3. Anche se in quel momento pareva si parlasse di fantascienza, nei due decenni successivi alla pubblicazione del loro manifesto, e in risposta alla militarizzazione e privatizzazione delle tecnologie spaziali, sono sorte diverse iniziative che mirano e lottano per l'esplorazione spaziale "dal basso".

Un traguardo importante verso l'uso libero di satelliti miniaturizzati nell'ambito delle telecomunicazioni è stato raggiunto nel 1961 col lancio di OSCAR (Orbiting Satellite Carrying Amateur Radio) da parte di un collettivo radioamatoriale. I satelliti miniaturizzati si distinguono per la dimensione ridotta e per pesare solamente mezza tonnellata, caratteristiche che li rendono più economici rispetto ai satelliti convenzionali, anche perché possono essere messi in orbita da razzi più leggeri. Questi satelliti si muovono in orbite medie o basse, emettendo segnali diretti a dispositivi mobili sulla terra.

Nel 2008, Kristian von Bengtson e Peter Madsen hanno dato vita al progetto senza scopo di lucro Copenhagen Suborbitals5, il cui obiettivo sono la costruzione e lancio di razzi sviluppati al di fuori dei programmi spaziali dei governi e delle multinazionali. Attualmente il progetto se la cava piuttosto bene e riceve una crescente collaborazione volontaria di ingegneri aerospaziali.

Un'altro aspetto fondamentale riguardante i satelliti artificiali è circoscritto nell'ambito della sovranità nazionale. Motivo per cui il governo venezuelano6 prende la decisione nel 2008 di lanciare il satellite Simón Bolívar, permettendo a delle regioni isolate del Venezuela l'accesso a diversi servizi di telecomunicazioni nonché a programmi educativi e di sanità a distanza. Il Simón Bolívar si trova in un'orbita geostazionaria appartenente all'Uruguay, che può utilizzare fino al 10% della sua capacità di comunicazione.

Considerando l'aumento esponenziale nella produzione di contenuti audiovisivi e del traffico d'internet e gli innumerevoli tentativi di regolazione, controllo e censura di questi spazi, risulta evidente che la dipendenza dalle comunicazioni satellitari cresce ogni giorno di più. Per esempio, le dipendenti della televisione pubblica greca ERT, chiusa su decisione del governo l'11 giugno 2013, portarono avanti una forte mobilizzazione per continuare a trasmettere contenuti tramite radio e internet e, tra le diverse azioni intraprese, lo scorso 28 agosto pubblicarono un'appello internazionale chiedendo il supporto alla lotta attraverso la cessione di banda satellitare per la trasmissione dei loro programmi.

È per questa dipendenza che diversi collettivi si sono posti l'obiettivo di lanciare dei propri satelliti in orbita, assicurando così la loro presenza nello spazio interstellare. Satelliti il cui scopo potrebbe essere di assicurare l'afflusso libero dell'informazione anche nei momenti in cui si pretenda di chiudere il rubinetto di internet, come successe d'altronde a Tunisia ed Egitto durante la primavera araba. Nel corso del Chaos Computer Camp celebrato nell'estate del 2011 e organizzato dal Chaos Computer Club8, Nick Farr fece un'appello9 alla comunità hacker affinchè iniziasse a lavorare assieme ad un progetto per il lancio di satelliti e, in futuro, di hacker sulla luna. In risposta, nacque l'Hackerspace Global Grid10, proggetto sviluppato dai membri dell'hacklab tedesco Shackspace11, assieme a Constellation12, progetto di calcolo parallelo13 specializzato nell'ambito aerospaziale.

Al momento, i loro obiettivi principali sono focalizzati nello sviluppo di una rete distribuita di sensori capaci di rintracciare e comunicare con i satelliti amatoriali localizzati nelle orbite basse. Come sottolineato da Farr, il primo scopo è di creare una conoscenza libera riguardante lo sviluppo di dispositivi elettronici in grado di restare in orbita. Si noti come sui media il progetto venga grossolanamente descritto quale il satellite che permetterà di evadere la censura su internet. Nelle faq viene però chiarito che attualmente gli obiettivi sono altri. Questo non significa che in un futuro l'HGG non possa coprire anche tale aspetto, ma allo stato attuale c'è ancora molto lavoro da compiere.

Infine, occorre menzionare l'OSSI-1 (iniziativa di satellite open source -1), dispositivo amatoriale lanciato lo scorso 19 aprile 2013, uno dei sei piccoli satelliti lanciati assieme al Bion-M No.1 dell'Accademia russa delle scienze, disegnato dall'artista e radioamatore coreano Hojun Song impiegando la tecnologia arduino. A discapito delle aspettative, l'apparecchio casereccio non è stato in grado di comunicare con la Terra. Le istruzioni dell'assemblaggio si trovano liberamente disponibile sulla pagina web opensat.cc, per essere consultate e migliorate.

Mentre la comunità hacker si prepara, potrebbe essere interessarvi scoprire come occupare satelliti militari in disuso o in semi-attività. I satelliti comunemente conosciuti come Bolinhas in Brasile, corrispondono a satelliti militari SATCOM statunitensi. La maggioranza delle trasmissioni sulle loro frequenza si produce nell'Amazzonia brasiliana e colombiana. Per cui camionisti, commercianti, segherie, professori e trafficanti possono comunicare a basso costo. L'impiego di questa banda è illegale e le autorità statunitensi si dedicano alla geolocalizzazione degli 'okupa' attraverso la triangolazione dei segnali. Con la collaborazione delle autorità brasiliane, 39 persone sono state accusate nel 2009 dell'uso illegale di tali infrastrutture militari, le loro apparecchiature sono state confiscate e sono state sanzionate con multe severe. Un video14 realizzato da Bruno Vianna introduce questa realtà, mettendo in evidenza l'utilizzo di questa banda come strumento di disobbedienza civile, come indicato da Alejo Duque, membro del Movimento Dos Sem Satélite15 il cui manifesto recita: "Che ruolo noi, al riparo e ben alimentati, possiamo giocare nella creazione di una sovranità delocalizzata? E nella generazione e diffusione di conoscenza che permetta di ribaltare la tendenza autodistruttiva dell'umanità? L'ipotesi di questo manifesto è un'equazione diretta verso una scintilla che si affaccia sul'orizzonte: realizzeremmo il nostro primo satellite fatto a mano e l'invieremmo nello spazio siderale tra orde di satelliti industriali, aziendali e governativi"16.


Marta G. Franco

Giornalista e attivista. Lavora e milita nel giornale Diagonal. Partecipa a diverse iniziative di hacktivismo, tanto digitali che analogiche, associate alla comunicazione, femminismo, cultura libera e autonomia.

Spideralex

Hacktivista e cyberfemminista, Spideralex abita all'interno della rete e partecipa attivamente alle iniziative di sovranità tecnologica portando avanti diverse ricerche di rilievo. spideralex[at]riseup[dot]net


RIFERIMENTI

http://www.larazon.es/detalle_movil/noticias/LA_RAZON_424968/5924-los-hackers-ya-tienen-satelite#.UhN3ptdDT6n

Hacker Space Global Grid: http://en.wikipedia.org/wiki/Hackerspace_Global_Grid


NOTE

1. http://www.philsp.com/mags/sf_s.html#satellite_science_fiction
2. http://es.wikipedia.org/wiki/Archivo:Possible_PDM_signal_labeled_as_Sputnik_by_NASA.ogg
3. http://www.ain23.com/topy.net/kiaosfera/contracultura/aaa/info_guerra.htm
4. I satelliti possono essere caratterizzati in basse all'orbita che percorrono (geostazionaria, bassa, media, polare oppure equatoriale) e anche in funzione della loro applicazione (per telecomunicazioni, meteorologici, per la navigazione, militari, per telerilevamento oppure scientifici).
5. Si invita al lettore ad approfondire nella apposita documentazione: http://www.copenhagensuborbitals.com/
6. Secondo María Eugenia Salazar Furiati, il progetto è stato concepito nel 1977 da 5 nazioni andine (Bolivia, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela), partendo dagli studi tecnici necessari per fondare l'uso di determinate posizioni orbitali, in seguito assegnatagli dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), entità internazionale che regola tali attribuzioni. Presso da: http://www.gumilla.org/biblioteca/bases/biblo/texto/COM2009146_53-64.pdf
7. http://www.ertopen.com/news-in-4-languges/english/item/3849#.UiOnVNdDT6k
8. https://es.wikipedia.org/wiki/Chaos_Computer_Club
9. http://events.ccc.de/camp/2011/wiki/Space_program_of_the_Hacker_Scene:_For_our_future
10. http://en.wikipedia.org/wiki/Hackerspace_Global_Grid
11. http://shackspace.de/
12. Il calcolo distribuito è un paradigma computazionale in cui i compiti informatici vengono risolti impiegando un elevato numero di computer autonomi collegati, in base a una gerarchia data, attraverso un'infrastruttura di rete.
13. http://aerospaceresearch.net/constellation/
14. Satelites Bolinhas (Brasil) http://www.youtube.com/watch?v=veDZfejpbs8
15. MSST: Movimento Sem Satelites http://devolts.org/msst/
16. http://devolts.org/msst/?page_id=2

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