Venerdì

Orario Titolo
18:30 Laboratorio di autodifesa digitale
20:15 Balotta.org
20:30 Cena - benefit Hacklabbo
21:30 Come ho imparato a vivere (quasi) senza google ed essere felice
22:30 Osmand spiegato - mappe libere sullo smartphone senza dannarsi

Sabato

Orario Titolo
11:00 Immaginari (im)possibili - Workshop creativo cyberfemminista (2 ore)
12:00 Stampine in compagnia - Worskshop manuale (1 ora)
13:00 Pranzo
15:00 PGP, un livello di confidenzialità abbastanza buono
15:40 Exploiting Web3
16:20 Godot 101+
17:30 Pausa
18:00 Melius abundare quam obsolescere
19:00 Libera identità telefonica: scherzi telefonici avanzati
20:00 Balotta.org
20:30 Cena - benefit Centro di documentazione dei movimenti “Lorusso – Giuliani”
22:00 Amiga Cracker Journal
23:00 Jitsiverse of madness
00:00 10 Minutes talks

Talks

Immaginari (im)possibili - Workshop creativo cyberfemminista

Cartoncini, canti, colla, circuiti, cavi. Saldature, scotch, storie, serpentine. Forbici, foglie, ferraglia, filastrocche. Usiamo materiali elettronici di scarto e altre chincaglierie per raccontarci delle storie. Un workshop creativo in cui si costruiscono immaginari e relazioni, con le mani e con le parole. Porta il tuo rusco elettronico e gli strumenti per smontarlo. Noi abbiamo i glitter, la carta crespa e la colla a caldo.

Stampine in compagnia

Finalmente le stampine piu’ facili per stampare tutto e [quasi] ovunque!

Worskshop manuale: sperimenteremo con il linoleum e i colori, vieni con un’immagine [stampata su un foglio o in testa] da riportare per fare timbrini personalizzati.

Laboratorio di autodifesa digitale

non volevi venire all’hackordie perche’ non ne capisci niente? Fantastico! Questo e’ proprio il workshop per te! parliamo di autodifesa digitale per tutti i gusti:

  • per chi rimpiage i tempi del nokia,
  • per chi non inizia a mangiare se prima non ha instagrammato le tagliatelle,
  • per chi non ha ancora capito la differenza tra NFT, DDR, TLA, CCCP e TFR. Vieni a scoprire chi ti spia sull’internet, come impedirglielo, e perche’ i server autogestiti sono fichissimi. Potrai chiederci tutto quello che hai sempre voluto sapere, ma non hai mai osato chiedere sull’anonimato online, anonimamente.

Osmand spiegato - mappe libere sullo smartphone senza dannarsi

Come ho imparato a vivere (quasi) senza google ed essere felice

Togliere i servizi Google dal proprio smartphone Android e’ quasi impossibile, ma si puo’ cercare di limitare i dati personali che regaliamo in giro usando software open source e sincronizzando i dati su cloud autogestiti.

PGP, un livello di confidenzialità abbastanza buono

Passeggiata nella storia dell’algoritmo di cifratura PGP (Pretty Good Privacy), perchè a 30 anni dalla sua nascita è ancora usato, come e cosa puoi farci tu.

Godot 101+

Volevamo creare videogiuochi. In modo indipendente da etichette, produttori, distributori, logiche di mercato. Condurre altre persone al centro della nostra immaginazione, espressione inclusiva di noi stessi, fuori dall’industria e forse fuori dal mondo. Per anni abbiamo accrocchiato i nostri ambienti di sviluppo disfunzionali, ricurvi sulle tastiere in seminterrati umidi, come tanti dottor Frankenstein che assemblano la loro creatura: un percorso ripido, irto di tecnicismi, costellato di indicibili frustrazioni. Forse non lo sapevamo ma anche noi stavamo aspettando Godot.

Nel terzo atto l’abbiamo inventato: un motore di giuoco flessibile e davvero libero. Un unico framework ricco di funzionalità, leggero, estendibile, che consente a tecnici ed artisti di collaborare allo sviluppo del progetto senza soluzione di continuità. Dotato di strumenti potenti ed intuitivi, Godot permette l’esportazione su numerose piattaforme, inclusi sistemi desktop, mobili e web.

Godot è completamente gratuito e open-source, sotto la permissiva licenza MIT. Nessuna clausola annessa, nessuna royalty, niente. I giuochi creati dagli utenti sono di loro proprietà, fino all’ultima riga di codice del motore. Lo sviluppo è completamente indipendente e guidato dalla community: tutti noi possiamo partecipare alla crescita di Godot, per renderlo il motore di giuoco che abbiamo lungamente atteso.

Cominciamo dalle basi: i concetti fondamentali, un po’ di salutare scripting e un primo semplice giuochino. In chiusura qualche trick più avanzato e un caso di studio più complesso.

Melius abundare quam obsolescere

Parliamo di obsolescenza, da Marco Tullio Cicerone a Ursula von der Leyen, dalla dea Atena a Luigi Preti. Cosa hanno in comune l’informatica, gli antichigreci e antichiromani, e i burocrati? Scoprilo in questo talk!. Altre buzzword utili a farvi crescere l’interesse, non necessariamente trattate nella presentazione ma se volete spiegare voi dal pubblico la connessione siete le benvenute: NFT, evasione fiscale, partenone, blockchain, poesie, C, gatti, USB-C, scandali,

Libera identità telefonica: scherzi telefonici avanzati

Siamo cresciut* divertendoci a fare spassosi scherzi telefonici ma l’evoluzione delle tecnologie ha gradualmente impattato anche su questo divertente passatempo, stravolgendolo o addirittura rendendolo impossibile. Vedremo come continuare a divertirci come i vecchi tempi, se non meglio, con le attuali infrastrutture”

Quanto è brutta la blockchain! (aka Exploiting Web3)

Il Web3 è bellissimo, rappresenta una svolta anche per l’universo del futuro ma… parliamo del presente. I security token altro non sono che strumenti finanziari rappresentativi di asset class tradizionali come azioni, obbligazioni, diritti, obblighi e loro derivati. Ad oggi nel mondo circolano, in modo più o meno regolamentato, 50 miliardi di $ di questi strumenti, la secuirity token offering (STO) rappresenta il loro incipit, ovvero l’offerta iniziale al pubblico. La Frankfurt School of Finance & Management stima che per il 2026 l’offerta di questi strumenti giunga a toccare il trilione, di cui si sfida chiunque a scrivere con tutti gli zero al posto giusto…

È bellissimo, no? Non proprio. La maggior parte di questi strumenti è collegato, anche indirettamente, ad uno o più smart contract, che ne definisce durata, meccanismo, modalità di scambio o rimborso finale. Il codice di questi smart contract è quindi fondamentale per garantirne il funzionamento e forse pochi si sono chiesti: cosa accade se il codice non è stato testato, rivisto, approfondito in una sandbox considerando le differenti condizioni e variabili in cui si troverà ad operare? Semplice: come qualsiasi codice con bug sarà soggetto ad attacchi esterni e, forse peggio, a comportamenti anomali e possibile blocco. Uno sguardo al passato, guardando i meccanismi ed anche il codice on the fly sulla blockchain (senza video prefabbricati e, certo, con la possibilità che tutto sia commisurato alla congestione della rete!) ma anche uno al futuro osservando cosa accadrà con il recente passaggio al meccanismo Proof of Stake ed i miei 2 cent. riguardo ad un argomento che è sempre tralasciato: la best practice di chi scrive od intende cimentarsi con il linguaggio del codice in Solidity cercando di costruire le basi per riconoscere uno smartcontract affidabile Nel Web3 non c’è un numero verde, non esiste organismo di intervento da parte di un amministratore di rete, del resto avete voluto la finanza decentralizzata? Ebbene sì, una parte di quei 5 miliardi di $ è “bloccata” in un codice buggato, altra parte è stata sottratta da parte di attacchi che sfruttavano le vulnerabilità del codice. Cosa è accaduto nello specifico? Cosa sappiamo e cosa possiamo supporre? Ma soprattutto come poter riconoscere uno smartcontract affidabile rispetto ad un altro? Ultimo, ma non meno importante, un auditor di financial smart contract sul mercato attuale percepisce tra i 200 e i 500.000$ annui.

Balotta.org

Presentazione dell’istanza Gancio bolognese: un’agenda condivisa per comunità locali.

Jitsiverse of madness

Dal 2020 in poi chiunque tira su un server anche per chiedere in videoconferenza il sale ai vicini di casa. Vediamo a che punto è arrivato Jitsi con un pò di configurazioni avanzate.

Amiga Cracker Journal

Sono gli anni ‘90 e da qualche anno sta girando fra BBS e dischetti copiati una pubblicazione digitale per il computer Amiga. Si tratta dell’Amiga Cracker Journal, una rivista che tratta di tematiche legate al crack del software e alle crew che li eseguivano. Craccare un gioco non significa solo togliere la protezione, ma anche aggiungere le cheat, una intro, un .mod musicale, e poi swappare, mantenere una BBS, partecipare a feste e scappare, scappare moltissimo dalla polizia e dal terribile von Gravenreuth!